Luzzi, "Tutela Civium" parte civile nel processo per la morte di Filato In evidenza

Luzzi, "Tutela Civium" parte civile nel processo per la morte di Filato

LUZZI – Approda nelle aule giudiziarie la vicenda legata alla morte di Francesco Dino Filato. E’ fissata per lunedì 21 marzo prossimo, infatti, al Tribunale di Crotone, l’udienza preliminare per decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio per il conducente dell’auto coinvolta nell’incidente stradale in cui perse la vita il giovane luzzese. L’uomo è accusato di omicidio colposo. Il tragico sinistro avvenne il 3 ottobre 2014 sulla SS 107 Paola - Crotone,  tra il bivio di Caccuri e quello di Cerenzia, nel crotonese. Filato, 37 anni, attivissimo volontario dell’associazione “Tutela Civium”, morì  il 3 ottobre 2014 in un incidente stradale avvenuto sulla SS 107 Paola - Crotone,  tra il bivio di Caccuri e quello di Cerenzia, nel crotonese, sposato da poco, stava rientrando con la sua auto a Belvedere Spinello, dove ad aspettarlo c’era la moglie in attesa della loro primogenita, quando   si scontrò con un’altra auto. Nel violento impatto perse la vita sul colpo.

L’associazione “Tutela Civium” ha deciso di costituirsi parte civile nel procedimento ed ha nominato proprio legale l’avvocato Sabrina Rondinelli del foro di Catanzaro, che assiste anche la famiglia di Filato, per far valere il diritto di vita delle persone contro chi continua a guidare in modo pericoloso auto non omologate mettendo, così, in pericolo la vita degli altri. “La costituzione di parte civile - evidenzia il presidente dell’associazione, Gianfranco Pisano - non è finalizzata a racimolare qualche euro, ma solo ad ottenere giustizia. Francesco Dino era un volontario che si sacrificava per gli altri, rischiando anche la propria vita, la sua scomparsa è una grande perdita per tutto il mondo del volontariato calabrese”. La tragica morte del 37enne luzzese ha lasciato un vuoto incolmabile  non solo all’interno di “Tutela Civium”, dove ricopriva il ruolo di segretario e responsabile mezzi e attrezzature, ma nel mondo dell’associazionismo e del volontariato. “Con la sua perdita - spiega ancora Pisano - siamo stati costretti a cedere i nostri mezzi d'intervento, perché il suo lavoro ci faceva risparmiare in manutenzione e riparazioni”.
Francesco, nel corso degli anni, è stato operativo in vari eventi calamitosi, sul territorio regionale e nazionale, in modo particolare partecipando, nel 2012, alle attività connesse all’emergenza sisma in Emilia Romagna, in forza al coordinamento operativo della colonna Prociv Arci Nazionale. Filato contribuì alla gestione logistica del campo base di San Carlo, in località Sant’Agostino e collaborò alla gestione del Capi - Centro assistenziale di pronto intervento.

© Riproduzione riservata
Torna in alto

Video di Approfondimento

ozio_gallery_lightgallery

Sport

Editoriali

Rubriche

Informazioni

Partners