Mario Gaudio

Mario Gaudio

Un anno sull’Altipiano, di Emilio Lussu

In questi giorni di profonda crisi economica, prostituzione politica (fatta eccezione per un piccolo spiraglio di luce che si apre, come di consueto, in Toscana) e decadenza culturale e artistica (constatazione severa, ma senza tema di smentita per via dei fatti a cui quotidianamente assistiamo) è stato poco pubblicizzato o, per meglio dire al di fuori del tono diplomatico, sottaciuto un evento di un certo spessore storico e culturale.

Canto di Natale, di Charles Dickens

Molto spesso la letteratura precorre i tempi e ha in sé un qualcosa di profetico che, a distanza di anni, è verificabile quasi con logica lucidità. Certo, Charles Dickens, nel lontano 1843, non avrebbe mai immaginato che il suo “A Christmas Carol” (“Canto di Natale”) contenesse la descrizione dei gelidi uomini d’affari del XXI secolo;

Novecento, di Alessandro Baricco

Raccontare l’avventura del pianista Novecento a qualche mese dalle celebrazioni per il centenario dell’affondamento del Titanic e con le immagini ancora vivide della tragedia della Costa Concordia sembra quasi un atto di irriverenza, ma sono profondamente convinto del fatto che le vicende vadano sempre narrate dal momento che, per dirla con le parole di Baricco, «non sei fregato veramente finché hai da parte una buona storia, e qualcuno a cui raccontarla».

Il campeggio di Duttogliano, di Tullio Kezich

“Il campeggio di Duttogliano” di Tullio Kezich si presta perfettamente ad una lettura spensierata e rilassante sotto l’ombrellone: non è un libro astruso né tantomeno necessita di profonde riflessioni filosofiche che mal si concilierebbero con i torridi anticicloni dai nomi bislacchi che continuano a farci visita in questi giorni.
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