Mario Gaudio

Mario Gaudio

Castelli di rabbia, di Alessandro Baricco

L’immagine alla quale è associabile “Castelli di rabbia” è senza dubbio quella del buon vino: alla maniera del prezioso nettare, le pagine di Baricco acquistano sapore e colore con il trascorrere del tempo e, in effetti, a più di vent’anni dalla pubblicazione (correva l’anno di grazia 1991), il romanzo in questione assume, attraverso le tematiche trattate, un carattere deciso dinanzi ad una realtà che gradualmente si sgretola.

Bianca come il latte rossa come il sangue di Alessandro D’Avenia

È consolante sapere che da Adamo in poi ognuno di noi vive contemporaneamente in due mondi, creati da un’intelligenza divina che, quasi sicuramente, ha inteso alleviare nel sogno le fatiche e le brutture della realtà. Ecco dunque gli uomini vivere la doppia esistenza di cittadini del mondo e del sogno, in grado di addormentarsi abbandonando i panni della quotidianità per divenire re, poeti o buffoni e assumere, nell’universo onirico, qualsiasi forma dettata esclusivamente dalla propria fantasia.

Padri e figli, di Ivan Turgenev

Il rapporto tra padri e figli è il problema più spinoso che l’uomo necessariamente dovrà affrontare nell’arco della propria esistenza. Essere genitori è un compito estremamente pericoloso: sbagliare potrebbe significare incenerire i sogni dei propri figli e distruggere il loro futuro in maniera definitiva. Essere figli è altrettanto difficile: non riconoscere alcuni valori trasmessi dai propri genitori o calpestare il loro ruolo significherebbe di fatto spezzare le maglie di una catena d’amore che si prolunga nel tempo e che trova i suoi punti di congiunzione nell’atto di dare la vita ad una creatura.

Poeti e compagnia, di Joseph von Eichendorff

Quando, nel 1834, “Poeti e compagnia” fu dato alle stampe, la reazione del pubblico e della critica risultò di estrema freddezza, come accade spesso per i capolavori letterari che, a differenza di tanta letteratura/spazzatura o, in maniera più educata, letteratura commerciale (vedi i vari Moccia, Faletti, E. L. James), non sono accolti a furor di popolo, ma necessitano di tempo per essere compresi e ritenuti indispensabili per il proprio bagaglio culturale.

I passi dell’amore, di Nicholas Sparks

L’amore ha alimentato da sempre la fantasia di poeti, prosatori e artisti divenendo un tema usato, abusato e, spesso, usurato. Dagli spiriti magni delle letterature nazionali agli scribacchini di provincia, che si atteggiano a gran conoscitori dell’uomo e dei suoi sentimenti, la tematica amorosa ha riempito quantità innumerevoli di pagine ripetendo, il più delle volte, quattro o cinque concetti fissi divenuti per gli scrittori o gli aspiranti tali la stella polare in grado di indicare la rotta sicura nell’immenso e pericoloso oceano dei palpiti di un cuore innamorato.

Una stanza tutta per sé, di Virginia Woolf

una stanza per seNel 1929, Virginia Woolf raccolse i testi di due conferenze sul tema “Le donne e il romanzo” tenute, nell’ottobre dell’anno precedente, alle studentesse dell’Arts Society di Newnham e del Girton College di Cambridge, dando vita ad un corposo saggio romanzato curiosamente intitolato “Una stanza tutta per sé”.

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