Alcide Simonetti

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Fusione dei comuni, si ritenta l'esperimento

SPEZZANO ALBANESE - L’idea ultimamente lanciata, anche da questo giornale, sulla necessità, ormai, improcrastinabile di procedere all’unificazione politico-amministrativo dei quattro Comuni (Spezzano Albanese, Terranova da Sibari, San Lorenzo del Vallo e Tarsia) sembra sia stata raccolta con entusiasmo, durante la fase di lockdown, da diverse associazioni, forze produttive, sociali, nonché da molti cittadini del territorio che, attraverso i social (vedi gruppo su facebook “costituzione unico comune, Spezzano, Terranova, San Lorenzo e Tarsia”), hanno inteso avviare la costituzione di un “comitato pro fusione” non appena sarà possibile ritornare alla vita normale.

Nuove geografie politiche per non... morire!

Il 26 gennaio i calabresi, per l'ennesima volta, hanno inteso cambiare rotta “per non cambiare niente” e simbolicamente la scena della tarantella di Jole Santelli, a seguito della schiacciante vittoria, non fa presagire nulla di nuovo ed innovativo in grado di mutare la sorte della terra che ha dato il nome all'Italia, destinata, inesorabilmente, all'irrilevanza, essendo il fanalino di coda in tutti i settori, ad eccezione della criminalità organizzata che, invece, continua a crescere, nonostante le ultime operazioni di contrasto dello Stato.

La scuola spezzanese merita una difesa, senza se e senza ma

L'istituzione cardine su cui si regge una società moderna, peraltro, sempre più complessa e iper-collegata, resta, tuttora, nonostante le contingenti difficoltà e le trasformazione della rivoluzione digitale, la scuola.
Quest'ultima, nella storia del nostro territorio, ininterrottamente ha assolto del tutto la propria funzione istruttiva, ed in particolare il Liceo Scientifico “Vittorio Bachelet”, che negli ultimi cinquant'anni ha contribuito al progresso socio-economico, nonché alla crescita civile e culturale della comunità, offrendo una seria ed elevata formazione che è stata lo strumento decisivo per il raggiungimento degli obiettivi e dei successi di tante generazioni di studenti del comprensorio.

Il futuro di Spezzano oggi dipende dal sindaco Nociti

Con 1982 voti ottenuti dalla lista “Impegno e Passione”, il dott. Ferdinando Nociti è stato riconfermato Primo cittadino di Spezzano Albanese, entrando, a pieno titolo, nella storia politica della comunità arberëshe più grande, almeno, della Calabria, considerato che per la prima volta, dopo la riforma dell'elezione diretta del Sindaco del 1993, i cittadini spezzanesi hanno inteso rinnovare la fiducia al sindaco uscente, aderendo al messaggio elettorale rappresentato, in sintesi, dalla necessità di stabilità, nonché di continuità amministrativa per rilanciare il paese medesimo.
Del resto, al neo-eletto, oltre a raggiungere il primato storico del politico più longevo, è stato riconosciuto, ormai, il ruolo di “dominus assoluto” della politica nostrana, non sussistendo, allo stato, alcuna personalità ovvero forza in grado di contrastarne la posizione egemonica.

Le vie della seta per rilanciare l'Italia: occasione da non perdere

Il Memorandum d'intesa tra Italia e Cina, siglato dal Vice-premier Luigi Di Maio, con il suo omologo cinese (il presidente della Commissione sviluppo di Pechino He Lifeng), sotto gli occhi del presidente del Consiglio Giuseppe Conte e del presidente Xi Jinping, non costituisce formalmente un vero e proprio accordo internazionale da cui possano derivare diritti e obblighi aventi efficacia vincolante tra i le parti, purtuttavia, non si tratta neanche di un enorme “spot elettorale”, per come, capziosamente, hanno tentato di far apparire i detrattori interessati del Governo giallo-verde.

Don Ferdinando Guaglianone: Miles Papae!

Nel tratteggiare la figura di Don Ferdinando Guaglianone, arciprete primicerio di Spezzano Albanese, deceduto il 7 febbraio 1927, all'età di 84 anni, l'avv. Ferdinando Cassiani, (vedi Biografia - un intransigente del 1928) utilizzò la scena del tragico personaggio Zoliano del Cardinale Boccanera (vedi- Romanzo - Roma di Emile Zola) morente, che, pur di non cedere alle nuove idee illuministiche e razionalistiche che avanzavano inesorabilmente, anche, all'interno della Chiesa, era pronto ad affossare la religione cattolica. Un'immagine fortemente drammatica e nello stesso tempo bizzarra, adoperata con grande maestria ed efficacia dallo storico arbëresh per descrivere l'anacroniostica personalità del compaesano prelato il cui giudizio fu alterato certamente dalle incrostazioni politico-ideologiche del tempo.

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