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Sant'Agata e Seregno un Gemellaggio che ha quasi 30 anni!

Un momento della videoconferenza Seregno - Sant'Agata d'Esaro Un momento della videoconferenza Seregno - Sant'Agata d'Esaro

SANT’AGATA DI ESARO – Il Gemellaggio tra la città di Seregno e la cittadina santagatese dell’Esaro sta per compiere trent’anni. Il patto d’amicizia, cultura e quant’altro porta impresse due date: quella del 22 febbraio 1992, giorno della delibera del Consiglio Comunale di Sant’Agata d’Esaro e quella di qualche mese prima, il 26 novembre 1991, quando venne vergato l’atto del Consiglio Comunale di Seregno. Ecco, partendo da quest’ultima data sono appena trascorsi 29 anni e nel 2021 saranno trenta.

Sabato scorso, 28 novembre, c’è stata la presentazione on-line del secondo progetto editoriale “Seregno, la parola e il volto. Autobiografia di una comunità”, promosso dal Circolo culturale “Seregn de la memoria” presieduto da Paolo Cazzaniga, con la collaborazione del bisettimanale “Il Cittadino di Monza e Brianza”, che ha rappresentato l’occasione per ricominciare a parlare di questo Gemellaggio, che circa trent’anni fa ha avuto tra i protagonisti e - perché no - nel primo di essi nel prof. Domenico Gallo, per gli amici Mimì, suo fondatore e instancabile Presidente Onorario oltre che Cittadino Onorario della Città di Seregno. Ed è stato sicuramente emozionante ritrovarsi a parlare del Gemellaggio tra Sant’Agata e Seregno, ovvero di un legame che dura da quasi trent’anni con i due rispettivi sindaci Alberto Rossi e Mario Nocito che – con quanto espresso nell’evento di presentazione – hanno decretato la loro volontà di scrivere nuove ed emozionanti pagine della vita di queste due comunità. Nel 1991, dunque, il primo legame prendeva forma prima sul piano musicale con il legame tra le bande musicali per poi proseguire sul piano istituzionale ed anche – nel tempo – in quello artigianale del legno, elemento specifico che ha fatto anche da importante trait d'union. È stata la prima volta che le due Amministrazioni si sono ritrovate in videoconferenza. L’emergenza sanitaria in atto non ha consentito di farlo diversamente, ma appena sarà possibile gli Amministratori partecipanti alla call-conference si sono ripromessi di «incontrarsi non solo per presentare questo volume nella comunità santagatese, ma per rilanciare coinvolgendo chiunque voglia attivamente essere partecipe di un nuovo capitolo di questa nostra lunga storia». La cosa è stata ribadita dalla vice sindaco Adriana Amodio, la quale ha ringraziato ancora una volta« la dottoressa Antonella Vecchio che bene ha fatto – ha ricordato – nel periodo in cui ha guidato da Commissario il Comune nei dieci mesi antecedenti al nostro insediamento, a concedere il patrocinio a questo volume, cogliendone sicuramente l’importanza attraverso una persona come il prof. Mimì Gallo che rappresenta prima ancora che Istituzione,  l’esempio del sentimento autentico che accompagna questo legame tra le due comunità, a cui lui - in particolar modo - ha dedicato e dedica una parte significativa della sua esistenza». Proprio il prof. Gallo ha impreziosito l’evento con alcune sue esternazioni culturali molto preganti che hanno reso la presentazione del libro e l’incontro in sé stesso un momento esclusivo per approfondire il senso del legame, dell’appartenenza e delle comunità che hanno avuto questo interscambio di valori, come d’altronde aveva sottolineato il sindaco seregnese Rossi trovandosi sulla stessa lunghezza d’onda del suo collega santagatese Nocito. Non si può lasciare al caso, quindi, l’interlocuzione principale avuta in questi mesi con il giornalista Paolo Colzani, che ha curato egregiamente gran parte del volume collezionando frammenti di vita quotidiana e poi coordinato l’incontro sul web.  Altra protagonista è stata Maria Elisa Borrelli, ultima Presidente seregnese del comitato, che nella sua intervista contenuta nell’ottavo capitolo del volume dedicato appunto alla Comunità santagatese «ha fatto emergere l’espressione concreta di un legame forte, affettivo e duraturo, che si è intensificato col passare del tempo. Grazie alla volontà di molti cittadini, questa unione ha avuto un vestito e una forma precisa per unire risorse umane, territoriali, culturali e intellettuali molto diverse tra loro. Il Gemellaggio non è e non deve essere solo una fotografia accanto ai gonfaloni, ma invece l'espressione della concretezza che lo ha voluto ed è su questo che dobbiamo impegnarci». È dalla testimonianza di Maria Elisa che si percepisce l’emozione di un viaggio in bus di 15 ore, ma che nonostante la stanchezza, si ha voglia di rifare. Descrive benissimo anche l’ospitalità che caratterizza il nostro borgo. A Seregno vivono oltre 3.000 santagatesi, seregnesi ormai a tutti gli effetti mentre la Comunità che vive qui – pensando solo a questo dato – oggi ne conta solo 1.800 di abitanti. Basta leggere soltanto questo per cogliere il significato di questo legame, con i santagatesi emigrati che da sempre si sono distinti in ogni settore e che hanno ricoperto anche ruoli istituzionali, come quello di Leo Servidio storico consigliere comunale di Seregno. Un arrivederci dunque a presto. Al 2021 soprattutto, per dare un senso ancora più esaustivo a quello Gemellaggio che dura da ben 30 anni!

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