Roggiano, il caso della pedagogista arriverà sul tavolo dell'Anticorruzione In evidenza

  • Informata la Corte dei Conti, il Prefetto e l’Asp. Chiesta al sindaco la revoca del provvedimento
Roggiano, il caso della pedagogista arriverà sul tavolo dell'Anticorruzione

ROGGIANO GRAVINA - Il “caso” della pedagogista, dipendente dell’Asp, trasferita al Comune e poi “promossa” responsabile tramite un decreto del sindaco arriverà sul tavolo dell’Anticorruzione. Intanto, la corposa e dettagliata interrogazione del consigliere comunale Salvatore De Maio è stata inviata anche alla Procura regionale della Corte dei conti, al Prefetto ed all’Azienda sanitaria provinciale che detiene il rapporto di lavoro con la professionista. Al sindaco Iacone, che l’ha ricevuta già il 13 maggio – depositata con il n. 3787 – il consigliere di minoranza chiede «se non sia opportuno procedere alla revoca immediata dell’incarico conferito essendo possibile che gli atti prodotti potrebbero rivelarsi nulli o, quantomeno, annullabili».

Nell’argomentazione dell’atto, il consigliere De Maio vorrebbe sapere soprattutto «in base a quale norma e per quale ragione alla pedagogista in questione è stato conferito l’incarico d’Istruttore direttivo categoria D6 - Responsabile del servizio del Settore n. 1 (Amministrativo; Affari Generali; Servizi demografici; Elettorali; Sport; Spettacoli; Turismo; Sociale e Istruzione) con l’attribuzione della “posizione organizzativa” senza che la stessa faccia parte della pianta organica del Comune». Ed ancora “tecnicamente” «come provvederà al pagamento degli ulteriori compensi, pari ad euro 6.500, oltre all’indennità di funzione (minimo 10%, massimo 25% dell’indennità di posizione attribuita), fondi posti a carico delle casse comunali, se la stessa è giuridicamente dipendente dell’Asp». In ultimo, ma non per importanza, «per quale ragione il decreto n. 2833 dell’8 aprile scorso (oltretutto retroattivo dal 1° aprile) è privo del parere del Responsabile finanziario, cosa dovuta ai sensi del decreto 267/00». Nell’interrogazione viene esplicitato che «tramite un protocollo d’intesa con l’Asp di Cosenza si poteva utilizzare il personale», ma che lo stesso avrebbe consentito al Comune «solo di gestire le attività socio-assistenziali oltre che a garantire quelle di natura socio-sanitaria attraverso la figura professionale della pedagogista». Il limite imposto, però, è stato oltrepassato nel momento in cui è scattato il decreto del sindaco che «ha assegnato determinate funzioni senza avere contezza della comprovata esperienza, dei titoli della professionista e soprattutto – a ridosso della campagna elettorale – senza aver valutato che il tutto potrebbe apparire come un’inopportuna se non addirittura illegittima elargizione d’utilità a favore di elettori e sostenitori».

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