Gazzarano scrive ai sindaci: "Ridisegnare nuovi scenari economici, sociali e culturali"

Giuseppe Gazzarano Giuseppe Gazzarano

SPEZZANO ALBANESE – È dei giorni scorsi una lettera aperta, indirizzata ai sindaci del comprensorio e agli operatori economici, firmata dal già consigliere comunale di Spezzano Albanese Giuseppe Gazzarano in cui si evidenzia la situazione del territorio in tempo di Covid-19. Nella sua premessa, Gazzarano dice non essere più accettabile né procrastinabile «che un intero comparto ed il suo indotto vengano gestiti con superficialità, prima che si riparta, qualunque essa sia la data, fermo restando le disposizioni fin qui adottate e la tutela della salute in primis». Per Gazzarano, infatti, serve “concertazione e ascolto delle categorie”, oltre al coinvolgimento dei Sindaci, quelli più esposti, «ai quali -dice- graverà l'onere dell'organizzazione, delle misure e del rispetto della sicurezza, nonché l'attuazione di strategie per dare ossigeno al tessuto sociale, economico e produttivo».

«Uno dei settori maggiormente colpiti dalla crisi e dall'emergenza dovuta al covid-19 -evidenzia- è sicuramente il Turismo, che rappresenta oltre il 13% del P.I.L. italiano, con un indotto fatto di imprese, operatori e lavoratori, di ospitalità, ristorazione, bar, artigianato, aziende agricole legate alla filiera enogastronomica, cultura, intrattenimento, guide, esperti in promozione, marketing, comunicazione. Secondo uno studio di Demoskopika, si potrebbero bruciare 18 miliardi di spesa turistica nel 2020.
Servono subito investimenti, aiuti, misure serie ed adeguate, linee guida e protocolli nel breve periodo, dando la possibilità agli operatori di attrezzarsi ed adeguarsi alle norme di igiene e sicurezza, ma nello stesso tempo ragionare nel medio e lungo termine, nel ripensare i servizi pubblici e privati, la cura delle persone e del territorio, e il riposizionamento dell'offerta turistica delle località, ci vuole un lavoro sinergico tra le istituzioni a tutti i livelli, e visione del futuro, solo così -precisa- tutto questo potrà trasformarsi in una grande opportunità, soprattutto per via del mutamento del turismo di massa (Overturism) a vantaggio del cosiddetto turismo di prossimità, fatto di comunità, borghi, luoghi green e sostenibili, arte, cultura, identità, cibo sano e stile di vita slow ed una rete di strutture ricettive, case vacanze, alberghi diffusi, b&b agriturismi, centri storici che profumano di antico ma che sanno aprire il loro cuore al futuro e raccontarsi con la loro grande ospitalità ai visitatori, l'Italia ed in particolare la Calabria, terra di culture diverse, con un immenso patrimonio paesaggistico, storico, culturale ed enogastronomico non hanno nulla da invidiare al resto del mondo, e deve giocarsi questa grande occasione.
Oggi più che mai -continua-, senza perdere ulteriormente terreno, serve un piano strategico di rilancio delle nostre comunità, promuovere un confronto costante tra istituzioni e non solo, per definire attraverso nuove idee e progetti, un percorso che porti a nuovi modelli economici e sociali, questa è la vera sfida, ripensare ad uno sviluppo che sia l'antidoto alla crisi, puntando sulle risorse endogene, sui marcatori identitari, nella creatività dei giovani, sul digitale ed ai servizi legati alle nuove tecnologie, coinvolgendo dal basso le comunità, che devono sentirsi partecipi del nuovo corso.
Dunque non solo mare, montagna ma entroterra e borghi, che abbiano la capacità di fare rete, di posizionarsi sul mercato, con strumenti adeguati ed al passo dei tempi, con una programmazione, promozione e comunicazione  che permetta di essere ambita e innescare un processo virtuoso che porti a diventare destinazione, con innumerevoli ricadute economiche ed occupazionali. È un'occasione per rialzare la testa nei momenti di difficoltà, dimostrando alla collettività di saper cogliere la sfida, agendo con serietà attraverso risposte concrete e disegnando nuovi scenari sociali, economici e culturali. Non c'è più tempo da perdere -conclude-, se vogliamo farci trovare tutti pronti, per far ripartire i nostri territori».

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