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San Sosti, dal carcere all’obbligo di firma per il 67enne arrestato In evidenza

Il Tribunale di Castrovillari Il Tribunale di Castrovillari

SAN SOSTI – Il Gip del Tribunale di Castrovillari, dott.ssa Carmen Ciarcia, ha revocato la detenzione carceraria per A.B., il 67enne nativo di Mottafollone, accusato – come negli atti emessi dal Pm, dott.ssa Veronica Rizzaro – di tentata rapina ai danni della titolare di un esercizio commerciale di generi alimentari.

L’arresto, poiché avvenuto in flagranza di reato, è stato convalidato così come il sequestro del coltello usato nell’episodio, peraltro anche confiscato. Tuttavia il Giudice ha ritenuto valide le tesi difensive dell’avvocato Domenico Brindisi del foro di Castrovillari che hanno consentito al suo assistito di ottenere una misura cautelare più lieve. Per l’uomo, infatti, è stato disposto l'obbligo di presentazione ai Carabinieri di San Sosti, giornalmente, dal lunedì al sabato, alle ore 11,30. Preliminarmente il Gip del Tribunale del Pollino ha reiterato la sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza in ordine al reato rubricato. Il diverbio che avrebbe portato alla tentata rapina, però, nasconderebbe un fatto personale precedente. L’uomo, che avrebbe voluto acquistare delle mozzarelle nel negozio non voleva pagare sebbene il gesto della donna di provvedere a togliere i soldi. Il tutto perché lo stesso vantava un credito dalla medesima per un prestito dato in passato. La richiesta, quindi, secondo la difesa «faceva innervosire il 67enne in quanto creditore nei confronti della donna e quindi prima di pagare pretendeva la restituzione del dovuto». A parere del Giudice, quindi, occorrono ulteriori approfondimenti investigativi, anche al fine di accertare la preesistenza del credito vantato dall'imputato, e, comunque, il suo convincimento circa le ragioni sottese alla richiesta di danaro rivolta alla donna, peraltro alla presenza di una testimone anch’essa sentita a verbale dai militari dell’Arma intervenuti. Il reato è stato ritenuto, in buona sostanza, meno grave di quello previsto d’all'articolo 393 del Codice penale. Ed anche per questo, sempre il Gip, ha chiesto l'approfondimento delle sue condizioni di salute e la sua capacità di intendere e volere oltre che la sua pericolosità sociale eventualmente correlata al suo stato di salute.

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