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Scorza: "Non mi ricandido senza Marranghello alla guida" In evidenza

Vincenzo Scorza Vincenzo Scorza

SAN LORENZO DEL VALLO – La rinuncia della minoranza uscente a presentarsi alle elezioni amministrative del 20 e 21 settembre con una propria lista ha suscitato non poche polemiche e perplessità. Soprattutto alla luce dei vari progetti coltivati e poi misteriosamente naufragati. Certo, buona parte di questi “disegni politici” erano estranei al gruppo di opposizione consiliare. Ma ciò non toglie che non si è comunque riusciti a trovare la sintesi necessaria per costruire un’alternativa alla maggioranza uscente. Con quest’ultima costretta, per sfuggire alla “trappola” del quorum, a mettere in piedi una lista civetta per garantirsi una campagna elettorale tranquilla e senza patemi.

Di nomi ne sono circolati anche fin troppi nelle ultime settimane, e magari il vero ostacolo è stato proprio questo. Troppi progetti, ma nessuna strategia comune. Chi, invece, aveva le idee chiarissime fin dal principio è il consigliere di minoranza Vincenzo Scorza, che spiega: “Riproporre una lista avrebbe avuto senso solo se l’ex sindaco Luciano Marranghello avesse accettato di ricandidarsi”. Essendo, quindi, venuta meno la disponibilità di quest’ultimo, anche Scorza – che rivendica di essere stato negli ultimi 5 anni “il maggiore oppositore” - ha preferito non partecipare alla prossima competizione elettorale. “Per capire bene il perché della mia decisione – osserva – bisogna partire dalle elezioni del 2015. All’epoca la mia candidatura nacque sul presupposto fondamentale di dare continuità all’azione amministrativa di Marranghello, che aveva garantito al paese lustro, visibilità, partecipazione attiva e movimento. Ero assolutamente convinto che quella fosse la strada giusta da seguire. Purtroppo non è stato possibile. Abbiamo straperso, e il popolo ha legittimato i nostri avversari politici con una maggioranza bulgara (il 73,15% dei voti contro il 26,84%). A quel punto non ci è rimasto altro da fare che scegliere il tipo di opposizione da fare. E se i miei compagni – accusa Scorza – hanno preferito fare un percorso molto blando e di fatto rinunciare al loro ruolo anche alla luce della sconfitta fin troppo netta ed eclatante, io – dopo aver dato vita ad un nuovo gruppo consiliare insieme al consigliere Luigi Palermo – ero pronto a ripartire dai nostri circa 600 voti per dare vita ad un’idea politica nuova, con la ferma speranza che alla guida della lista che ne sarebbe nata ci sarebbe stato Luciano Marranghello”. Tuttavia, sebbene sollecitato da più parti, di ricandidarsi l’ex sindaco non aveva davvero alcuna intenzione. “La ferma e convinta decisione di non candidarmi – ha, infatti, avuto modo di precisare lo stesso Marranghello – era già maturata nel 2015. È vero che ho ricevuto sollecitazioni a scendere in campo dall’imprenditore Eugenio Ciliberti e dal consigliere di minoranza Vincenzo Scorza, ma ho sempre risposto con un garbato e deciso no”. Capitolo chiuso. Almeno per ora. Da parte sua, intanto, Vincenzo Scorza, chiarita l’assenza della minoranza alla sfida elettorale del 20 e 21 settembre, non rinuncia a togliersi qualche sassolino dalle scarpe. “Nel 2018 – racconta – avvenne un fatto molto grave al quale, però, in un primo momento non diedi molto peso. Mi spiego. A luglio del 2018 l’amministrazione Rimoli dichiarò il dissesto finanziario e ad ottobre di quello stesso anno fece un atto deliberativo con il quale riconobbe ai dipendenti comunali un premio di produttività. Mi permisi allora di criticare tale scelta politica: se c’è un dissesto significa che manca il denaro e allora perché prevedere dei premi? Mi sembrava un evidente controsenso. E fu proprio in virtù di tale mia dichiarazione – spiega Scorza – che fui attaccato dal vicesindaco Nicola Piragine. Quest’ultimo, infatti, attraverso la pagina Facebook istituzionale del Comune mi definì ‘indegno, calunniatore ed istigatore’. Mi chiedo: come si può denigrare ed offendere così un consigliere attraverso una pagina istituzionale? Se non si capisce questo, beh è davvero difficile andare avanti e sperare in una crescita. Tuttavia, come ho premesso, non diedi troppo importanza alla cosa. Almeno fino all’aprile scorso, quando mi trovai costretto a manifestare il mio disappunto per la gestione dei buoni spesa della Caritas da parte dell’amministrazione comunale”. Al riguardo Scorza aggiunge: “Ritenevo tale gestione inappropriata e ci vedevo qualcosa di poco lecito. E anche questa volta fui tacciato, sempre attraverso la stessa pagina istituzionale, di essere ‘un uomo malvagio’. Non credo che ai giovani che leggono possa far piacere che un consigliere comunale che la pensa diversamente dalla maggioranza venga denigrato in questa maniera. È un fatto di una gravità inaudita”. Ritornando poi sulla questione delle liste, Scorza commenta ancora: “Venuta meno la disponibilità di Marranghello, per scelta personale sua, ho considerato esaurito il mio mandato. E non c’era niente e nessuno che mi obbligasse a ricandidarmi. Non aver fatto una lista è dovuto unicamente al venir meno del presupposto fondamentale, ovvero la leadership di Marranghello. È vero che anche l’imprenditore Ciliberti mi voleva coinvolgere in un altro progetto politico, ma in questo caso non c’erano le condizioni”. Sulla strategia messa in campo dall’amministrazione uscente: “Hanno optato per una lista civetta. Ma chiedo ai cittadini: se questi signori nel 2015 hanno vinto con il 73,15% dei voti e se davvero sono convinti (come affermano a più riprese) di aver amministrato bene, come mai non si sono voluti sottoporre al giudizio degli elettori presentando un’unica lista ed hanno invece preferito sottrarvisi? Del resto raggiungere il quorum per loro sarebbe stato facile: gli elettori sono poco meno di 3mila, per cui – avendo ottenuto 1700 voti nel 2015 – non sarebbe stato difficile portare a votare poco più di 1500 elettori. Perché non è stato fatto? Per paura?”. Nessun dubbio, a suo parere: “Posso tranquillamente affermare, senza timore di essere smentito, che ancora una volta, pur senza essere in campo, il vero vincitore è Luciano Marranghello, considerato che senza di lui non si è riusciti a costruire un’alternativa forte e credibile”. Lo Stesso Scorza, quindi, incalza: “Non possono giustificare la loro scelta con i vari milioni di finanziamenti da gestire nel corso della prossima consiliatura. I progetti, infatti, ci sono già e quindi anche un eventuale commissario avrebbe potuto e saputo agire nel migliore dei modi. Perché crearsi tanti problemi. Del resto molti lavori sono già stati appaltati, alcuni già eseguiti ed altri in itinere: strada Cavalcante, strada Canalicchio, sede Comunale, ex palestra ed edificio di contrada Fedula. Quello che, invece, vorrei sapere è quanti cittadini, operai o imprese locali hanno beneficiato dei circa 2milioni di finanziamenti in questione. Non ho visto nessun sanlorenzano lavorare in questi cantieri”. A questo punto Scorza accusa: “Invito i cittadini di San Lorenzo del Vallo a stare attenti, perché qualcuno vuole vendere il nostro comune alla vicina Spezzano Albanese. L’intenzione è quella di fare un comune unico – a dispetto del progetto legato all’unione dei comuni ed escludendo Tarsia e Terranova da Sibari – in virtù del fatto che sia Rimoli che Ferdinando Nociti sono al loro secondo mandato. La creazione di un nuovo comune permetterebbe loro di superare il vincolo del doppio mandato ed aprirebbe a Nociti la strada per un eventuale terzo mandato. Da parte mia, invece, ritengo che una fusione avrebbe senso solo se riguardasse tutti e quattro i comuni del comprensorio. Fondere Spezzano Albanese e San Lorenzo del Vallo, infatti, significherebbe ghettizzare quest’ultimo e condannarlo ad un ruolo di subalternità. Mi auguro che questo non accada, anche alla luce dei diversi usi e costumi delle due comunità”. L’esponente della minoranza ritiene, inoltre, che all’interno della lista del sindaco uscente Vincenzo Rimoli ci sia anche un caso di incompatibilità. “Essendo tra l’altro un avvocato – accusa – Iolanda Sannuti dovrebbe sapere che, avendo ricevuto dall’amministrazione uscente due incarichi, il fatto di prestare attività di difesa e di rappresentanza legale in un contenzioso in favore del Comune costituisce a tutti gli effetti causa di incompatibilità. Purtroppo ignorano anche l’Abc della politica”. Mentre sulla costituzione stessa delle due liste riconducibili alla maggioranza uscente, Scorza chiosa: “Si tratta di due liste in buona parte formate da tre famiglie: la famiglia Rimoli (con la presenza della nuora, della sorella e della cognata del sindaco, nonché di un suo dipendente); la famiglia Viceconte (con due fratelli) e la famiglia Motta (anche in questo caso due fratelli, di cui uno cognato di Viceconte)”. Infine, rifacendosi ad una dichiarazione di un altro importante esponente politico locale ormai ai margini del dibattito, Scorza osserva: “Nel 2015 qualcuno scrisse che dal letame nascono i fiori. Ebbene, a distanza di cinque anni abbiamo finalmente visto, soprattutto guardando la composizione delle due liste, che effettivamente sono nati proprio dei bei fiori. Non c’è che dire. Complimenti e buon voto ai sanlorenzani”.

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