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Inaugurato il nuovo Commissariato di P.S. a Castrovillari In evidenza

L'intervento del Capo della Polizia, Franco Gabrielli L'intervento del Capo della Polizia, Franco Gabrielli

CASTROVILLARI - Il Capo della Polizia, il Prefetto Franco Gabrielli, ha presenziato all’inaugurazione della nuova sede del Commissariato della Polizia di Stato di Castrovillari. Insieme a lui diverse personalità della pubblica sicurezza, governative e politiche: il Questore Giovanna Petrocca; il Prefetto Cinzia Guercio; il Procuratore della Dda di Catanzaro, Nicola Gratteri; i Vescovi monsignor Francesco Savino della Diocesi Castrovillari – Cassano e monsignor Donato Oliverio, presule d’etnia arbëreshë che ha sede a Lungro; il consigliere regionale, on. Gianluca Gallo, il sindaco Domenico Lo Polito ed altre personalità istituzionali.

È toccato al Questore Petrocca aprire gli interventi. «Questo è un presidio di legalità – ha detto il Questore – che si espande fino ai confini di un territorio che noi chiamiamo la Sibaritide e che è un po' il cuore delle problematiche legate alla criminalità organizzata. Questo Commissariato ha una giurisdizione molto vasta che ingloba ben 39 dei 155 Comuni della nostra Provincia e non è facile avere sempre la presenza dappertutto di noi Forze dell’Ordine che lottiamo ogni giorno per contrastare qualsiasi tipo di criminalità ma in questo territorio soprattutto quella organizzata. Per questo motivo sono molto contenta e soddisfatta anche a nome di tutti i miei colleghi del personale della Questura di vedere qui non solamente il Capo della Polizia che per noi è sempre un avvenimento bello e che diciamo aumenta il prestigio e la bellezza delle nostre manifestazioni, ma sono contenta di vedere quelle persone che ogni giorno combattono la ‘ndrangheta: i Magistrati, il signor Prefetto, gli altri colleghi della Forze dell’Ordine. Ed è questa l’idea che noi vogliamo dare oggi con questa inaugurazione. Devo ringraziare il signor sindaco del Comune di Castrovillari per aver accolto una richiesta che ritenevo giusta, cioè d’intitolare questa strada del Commissariato ad una ragazza che ha perso la vita a soli 24 anni e che indossava la nostra divisa, ad Emanuela Loi la prima donna che è caduta in un servizio di scorta, la prima donna vittima della mafia, e che io porto nel cuore perché quando accadde questa cosa io ero un giovane Commissario del Reparto Volanti e mi colpì particolarmente vedere questa ragazza cosi solare, così bella aver perso la vita per quello che chiamiamo “esclusivamente” il nostro dovere cioè “servire lo Stato”. E poi intitoliamo la sala riunioni del Commissariato ad altri due ragazzi, due ragazzi delle nostre “volanti” anche se erano di Trieste, che – anche loro giovanissimi – hanno perso la vita per un’operazione di Polizia. E quindi è giusto perché ho sempre pensato che inaugurare qualcosa con il rispetto della nostra memoria sia fondamentale sia per noi che adesso siamo qui, sia per quelli che verranno dopo. Di questi ringrazio il Capo della Polizia per averci concesso d’intitolare la sala riunioni a Matteo e Pierluigi ed ancora il sindaco per la strada ad Emanuela Loi». Il sindaco Lo Polito ha voluto sottolineare che: «Pur essendo in un contesto di criminalità organizzata. Ma nella nostra città non viviamo questo stato grazie alla presenza delle Forze dell’Ordine». Il Prefetto di Cosenza, Cinzia Guercio, ha quindi invitato a «riflettere sulla difficoltà nell'operare in questo contesto, e la sinergia è fondamentale per far bene, aiutandoci molto a lavorare sul territorio». Ha concluso la partecipata cerimonia, pur con le dovute restrizioni sul distanziamento sociale, il Capo della Polizia, Prefetto Franco Gabrielli. «Lo stato è ognuno di noi – ha detto- chiunque offra una funzione strategica e vitale sul territorio, territori che necessitano di una presenza che noi cerchiamo di garantire. Per questa struttura già operativa e di cui oggi sottolineiamo la presenza sul territorio, devo ringraziare il sindaco Lo Polito e la sua Amministrazione. Ricorda i colleghi a cui saranno intitolate la strada e la struttura. La giubba che portiamo non è un semplice capo d'abbigliamento ma un passato di storia, cultura, tradizione e di sangue. Di chi soprattutto prima di noi ha dato l'esempio di quella legalità che dobbiamo presidiare non a prole ma con il comportamento. Rinnoviamo, quindi, un giuramento nei valori in cui crediamo. Chi delinque vestendo una divisa, delinque due volte perché tradisce anche per la fiducia che i cittadini ripongono nelle Forze dell’Ordine». Un momento conviviale tra i presenti ha quindi concluso la significativa manifestazione. Nel corso dell'evento è stato scoperto un Murale approntato dai ragazzi del Liceo artistico e finanziato dai Lions tramite un progetto di alternanza scuola-lavoro che ritrae alcuni giovani con degli Agenti di P.S. in un contesto molto familiare rispetto al luogo dove è stato inaugurato il nuovo Commissariato.

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