Lavoratori della Regione, Confial e Rsu si dicono preoccupate

Benedetto Di Iacovo Benedetto Di Iacovo

«Le lacerazioni interne alle OO.SS. Confederali ed alle R.S.U. (Rappresentanze Sindacali Unitarie) in seno alla Regione Calabria (area dipendenti della Giunta regionale) sono dannose e non giovano alla risoluzione dei problemi che da tempo affliggono i lavoratori dell’Ente. Nell’esprimere la propria preoccupazione, come CONF.I.A.L. (Confederazione Italiana Autonoma Lavoratori) costituita in seno alla Regione con un congruo numero di iscritti ed una R.S.U., esortiamo le altre Confederazioni ed i Sindacati di base a superare tali divisioni, per evitare di offrire alibi alla controparte pubblica per non concedere quanto spetta ai dipendenti regionali».

E’ quanto affermano in una nota il Segretario Regionale della CONF.I.A.L. Funzione Pubblica, Benedetto Di Iacovo e il Vice Segretario regionale, nonché R.S.U., Lorenzo Barillà.
«Le divisioni non giovano, men che meno i protagonismi di sigla -rimarcano Di Iacovo e Barillà-, lo evidenzia il bassissimo livello di partecipazione (circa 150 partecipanti) alla assemblea dei lavoratori, tenutasi presso la Cittadella regionale, e l’assenza di oltre la metà dei componenti della R.S.U. e precisamente il totale degli eletti nelle liste della CISL e della CGIL. Così si fa il gioco dell’Amministrazione e gli si offre l’alibi di non dare risposte in merito all’applicazione del Contratto Integrativo decentrato (CIDA) 2014/2015 e di non avviare la discussione sul contratto integrativo decentrato 2016. Tutto questo -evidenziano i due dirigenti CONF.I.A.L.- aggravano la condizione dei dipendenti, per i quali, al non rinnovo del contratto nazionale, fermo al 2009 (con una evidente perdita di reddito), si aggiunge il non riconoscimento del salario accessorio integrativo. Mentre i dirigenti vengono ampiamente gratificati, per i dipendenti, nella bozza siglata e non ancora attuata, non viene prevista nemmeno, la progressione economica orizzontale (P.E.O). A tutto questo per l’area dipendenti, si aggiunge la riduzione delle risorse per produttività e persino il fondo per le spese mediche; per non parlare della discutibile e non condivisibile organizzazione dipartimentale, con una articolazione dei settori in semplici uffici operativi e senza l’individuazione delle forme e modalità di assegnazione delle necessarie risorse umane.
Inoltre, nonostante la nuova logistica degli uffici, intendiamo sottolineare alcune pecche relative all’ambiente di lavoro, con spazi insufficienti e caotici e la carenza di alcuni importanti servizi per i dipendenti, quali mensa, bar, punti ristoro, punti di sosta, attesa e coordinamento collegamenti con mezzi pubblici. Stanti le problematiche richiamate -concludono Di Iacovo e Barillà- invitiamo tutte le R.S.U. e le OO.SS. a ricercare i punti comuni e non le divisioni, per far sì che si possa procedere ad un confronto serrato con l’Amministrazione regionale e restituire così ai lavoratori diritti e dignità, imponendo all’Organo politico risposte chiare e compiute nel più breve tempo possibile, se si vogliono evitare iniziative di lotta».

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