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Corbelli (Diritti Civili): Regole anti Covid, porre fine alla disumanità dei malati che spesso muoiono senza accanto un parente

Corbelli (Diritti Civili): Regole anti Covid, porre fine alla disumanità dei malati che spesso muoiono senza accanto un parente

COSENZA - ll leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, denuncia quello che definisce “il dramma vero e, purtroppo, silenzioso, la disumanità che, per colpa, del Covid, si sta verificando, negli ospedali, dove ai malati, delle diverse patologie(non dovute all’epidemia), viene di fatto impedito di poter incontrare un familiare(anche uno solo!) e tanti di loro addirittura, come è accaduto anche negli ultimi giorni, muoiono senza avere accanto, né visto, per l’ultima volta, senza quindi neppure il loro conforto, un congiunto”. 

Corbelli chiede che “si ponga subito fine a questa crudeltà e che, nel rispetto delle misure anti covid, si autorizzi almeno un solo parente ad accedere in nosocomio e incontrare il paziente ricoverato, e non lasciare invece questi malati abbandonati in un lettino e i loro familiari fuori dal nosocomio, ad aspettare ore, sotto magari, come adesso, un sole cocente, informazioni che neppure vengono date”.  Il leader di Diritti Civili riferisce di “aver ricevuto diverse segnalazioni e di essere in alcuni casi anche personalmente intervenuto chiamando un amico medico ospedaliero per denunciare questa inumanità e per chiedergli di intervenire, nel caso specifico, gravissimo, nei confronti di un’anziana disabile, non autosufficiente, trasferita da una struttura privata all’Annunziata e ai cui familiari non veniva concesso di vederla, né addirittura di avere informazioni”, afferma Corbelli. “Un Paese civile ha il dovere di consentire ad ogni malato ricoverato, per le diverse patologie (che non siano naturalmente legate all’infezione da Covid), in un ospedale, di poter ricevere la visita di almeno un congiunto stretto. Si applichino pure tutte le misure di precauzione possibili. Si faccia al parente autorizzato alla visita prima il test sierologico, il tampone, si  accerti preventivamente l’esito negativo ma si consenta  al familiare di poter entrare in ospedale e incontrare il paziente. E’ disumano quello che sta accadendo negli ospedali per le tante persone che vengono ricoverate e operate per le diverse malattie e ai loro familiari viene di fatto impedito di poterli vedere, di sincerarsi delle loro condizioni, di dare loro un supporto, un aiuto. Non solo viene impedito ai malati di incontrare i parenti ma a quest’ultimi non viene neppure fornita alcuna informazione, vengono tenuti fuori dai nosocomi, con il caldo torrido di questi giorni, ad aspettare una qualche notizia. Non basta la motivazione legata al rischio Covid a giustificare questa crudeltà. Fuori dagli ospedali  le regole vengono spesso calpestate, basta vedere quello che succede in questo periodo, e solo per l’ospedale si invocano misure drastiche, rigide che violano gli elementari principi di umanità. Per questo, fatta salva e garantita la sicurezza del personale sanitario, a cui deve andare il plauso dell’intero Paese per quello che stanno facendo, non si può impedire ad un malato di incontrare almeno un parente, naturalmente nel rispetto delle regole anti Covid. E’ crudele leggere ad esempio che le persone muoiono, per altre cause non per il Covid, senza aver potuto vedere e avere vicino i loro cari. Chiedo che si ponga subito fine a questa disumanità, che le autorità preposte (Ministero Salute, Presidente Regione, Commissario Sanità; a chi loro compete)intervengano immediatamente”.

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