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Vertenza Abramo. La solidarietà del sindaco di Luzzi ai lavoratori

Vertenza Abramo. La solidarietà del sindaco di Luzzi ai lavoratori

LUZZI - “Massima vicinanza e incondizionata solidarietà a tutti i lavoratori, luzzesi e non, della Abramo Custumer Care che, a causa della situazione legata alla sorte della stessa azienda, stanno vivendo giorni difficili e di grande incertezza e, ad oggi, non hanno alcuna garanzia di continuità occupazionale”. E’ quanto esprime il sindaco di Luzzi, Umberto Federico, unitamente all’amministrazione comunale.

“Dopo anni di "riduzione dei costi", largo utilizzo di contratti precari e a progetto, peggioramenti nelle condizioni di lavoro, - si legge in una nota -  ora è arrivata la notizia del deposito da parte della stessa società, presso il Tribunale di Roma, della richiesta di concordato preventivo”. Per il sindaco Federico “in un territorio ed in un'economia già in grande affanno, profondamente segnate dalle conseguenze anche dell'attuale situazione sanitaria, non è assolutamente possibile accettare che nulla venga fatto a sostegno di questi lavoratori e tanto più non si può permettere che in futuro venga lasciato a casa anche un solo lavoratore e che continui quella che è una vera e propria emorragia occupazionale nel nostro territorio.  Il clima di incertezza sul futuro di centinaia di lavoratrici, lavoratori e delle loro famiglie è giunto a livelli inaccettabili, pertanto - prosegue la nota di “Palazzo Vivacqua -  chiediamo alla Regione, al Governo e a tutte le istituzioni preposte di entrare nel merito di questa annosa vicenda che interessa tutta la Calabria, interloquendo con i vertici societari per portare un contributo fattivo alla causa affinché si arrivi ad un soluzione che tuteli i diritti e garantisca l'occupazione di tutti questi lavoratori”. Il primo cittadino di Luzzi ed il suo esecutivo municipale, quindi, si dicono pronti a far sentire la propria voce, presso le istituzioni sovracomunali, “a difesa del lavoro dei dipendenti dell'Abramo C. C.”, manifestando vicinanza a ognuno di loro e alle loro famiglie.

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