Il Comitato per la tutela dell'ospedale di Castrovillari sulla fase 2 In evidenza

Il Comitato per la tutela dell'ospedale di Castrovillari sulla fase 2

CASTROVILLARI - «In qualità di Associazioni, ormai da molti anni operanti nell’Ospedale di Castrovillari e nell’ambito della nostra Comunità, con funzioni di collaborazione e supporto a tutela della Salute delle popolazioni dell’area del Pollino, in occasione dell’emergenza sanitaria per la pandemia da nuovo coronavirus Sars-CoV-2, determinatasi anche nella nostra Regione, vorremmo sottoporre alle SS.LL. alcune considerazioni riguardanti il ruolo di supporto che l’Ospedale di Castrovillari può svolgere nell’attuale, delicata cosiddetta Fase2 dell’epidemia». Così scrivono dal Comitato delle Associazioni per la tutela dell'Ospedale di Castrovillari e della salute del Territorio al Direttore del Dipartimento della Salute, Antonio Belcastro, e al Commissario dell'Asp di Cosenza, Giuseppe Zuccatelli.

Nel documento si legge ancora: «Sappiamo dello studio nazionale, in collaborazione tra gli Organi di Governo della Sanità pubblica e una Ditta specializzata in test diagnostici di laboratorio, per valutare la prevalenza sul territorio nazionale -e dunque nelle singole regioni- dei pazienti siero-positivi.
La presenza nell’Ospedale di Castrovillari sia di apparecchiature che di professionalità idonee a svolgere adeguatamente questo compito, unitamente alla necessità di procedere il più speditamente possibile, evidenzia, a nostro avviso, l’assoluta necessità che le suddette apparecchiature e professionalità dell’Ospedale spoke di Castrovillari possano/debbano essere utilmente impiegate, mediante il processamento, in loco, dei campioni di siero da analizzare.
Vogliamo, inoltre, sempre relativamente alle necessità diagnostiche collegate alla Covid-19, proporre altresì che l’Ospedale di Castrovillari sia anche individuato come ulteriore Centro per l’analisi dei tamponi effettuati su pazienti e popolazione in genere, elemento che costituisce la “pietra angolare” della Fase 2 dell’epidemia.
Questo ulteriore richiesta si basa su evidenti considerazioni. Da un lato, il processamento dei tamponi nei soli Ospedali hub di Cosenza, Catanzaro e Reggio Calabria crea, inevitabilmente, un “collo di bottiglia” che rischia di rallentare molto la consegna dei referti che, invece, più sono rapidi e tempestivi, maggiori sono le possibilità di interventi efficaci di sanità pubblica. In aggiunta a questo, facciamo rilevare come l’ASP di Cosenza copra un territorio assai vasto (oltre il 40% dell’intera Calabria –una superficie maggiore dell’intera Regione Liguria- per una quota sostanzialmente corrispondente di popolazione) e dunque necessitante, con tutta evidenza, di ampliamento del numero dei Centri preposti alle analisi dei tamponi effettuati.
Tutto questo considerato, unitamente alle professionalità di cui si è detto, crediamo propongano anche per questa necessità, quello di Castrovillari quale importante Presidio nel controllo e contrasto all’epidemia in corso.
In attesa di cortese, sollecito riscontro, stante l’urgenza della situazione, porgiamo i più distinti saluti».

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