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Anna De Blasi

Anna De Blasi

Educazione sentimentale

anna de blasiSiamo sempre tutti di fretta, oberati da impegni e da stress. Non possiamo nemmeno esimerci da questa eterna, estenuante, corsa. La vita ci chiama, con tutta la sua frenesia e le sue incombenze. Qualunque siano le scelte fatte, lavorative e/o sentimentali. Eppure sarebbe bello, e forse anche utile, regalarsi un attimo di respiro. Un respiro a pieni polmoni che abbia il sapore della lentezza.

Il pacco

anna de blasiA volte l’essenza di ciò che sei può arrivarti attraverso diverse latitudini. La tua essenza può essa stessa compiere un viaggio e raggiungerti. Può, anche, avere una forma concreta, e non solo metaforica. Può essere rettangolare, come un pacco. Sì, il famoso pacco che dal Sud giunge al Nord. Quel pacco fatto di “cibi che su al Nord non si trovano, e no i broccoli non sono proprio la stessa cosa, per non parlare del pane e le melanzane sott’olio, ed i pomodori secchi, e poi la salsiccia della mamma non ha rivali”.

Il cappotto

anna de blasiIl cappotto, racconto di Gogol, descrive in modo surreale e grottesco, ma non per questo slegato dalla realtà, il mondo dell’amministrazione burocratica. Protagonista è l’impiegato Basmackin, preso in giro dai suoi colleghi ed escluso dalla vita sociale di Pietroburgo. Tutta la vicenda ha come nucleo centrale un cappotto.

Pubblicità ingannevoli

anna de blasiIn molti spot pubblicitari, la maggior parte, le scene di vita quotidiana appaiono come un infinito idillio. Certo negli anni le pubblicità si sono un po’ evolute, o almeno ci hanno provato, non potendo del tutto ignorare determinati cambiamenti culturali e sociali. Ma anche il tutto un mordi e fuggi di un famoso spot è decisamente lontano dalla realtà. La lei di turno protagonista della réclame nonostante l’affanno espresso a parole è sorridente, perfettamente truccata, i capelli freschi di piega, il maritino sorridente, i figli perfetti, bravi, ubbidienti.

Pasquette

anna de blasiLa Pasqua è appena trascorsa e come sempre ha lasciato dentro me un “non so che” di malinconico. Quel “non so che” che si fonde, romanticamente, con tutte le mie nostalgie. Con tutte le innumerevoli versioni di me stessa. Noi siamo i nostri ricordi ed i nostri rituali, tutti.

Striscioni e tante perplessità

anna de blasiSuccede di essere tifosi di una squadra piuttosto che un’altra, succede che in Italia lo sport divide più della politica, che un rigore sbagliato fa fremere più di un’ingiustizia. Forse. O forse è il mio modo distorto di vedere il calcio, che non amo. Quello che so del calcio è che come tutti gli sport dovrebbe unire, idea,chissà, melensa e tardo romantica.

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