Operazione "Montea", archiviata l'accusa sugli undici presunti bracconieri In evidenza

  • Erano stati denunciati nel 2012 a seguito dell'intervento del Cfs
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SANT’AGATA D’ESARO - Archiviata, dal Gip Annamaria Grimaldi, la vicenda che ha visto coinvolte undici persone indagate di bracconaggio all’interno dell’area protetta del Parco nazionale del Pollino. Ai soggetti (sette di Sant’Agata d’Esaro, due di Roggiano Gravina, uno di Fagnano Castello ed uno di San Sosti), erano stati notificati, ad aprile 2015, i relativi avvisi di garanzia del Sostituto procuratore del Tribunale di Castrovillari Antonino Iannotta, con la conferma, per i presunti bracconieri dei capi d’accusa ascritti in seguito all’operazione “Montea” messa in atto dal Corpo forestale dello Stato a dicembre 2012.

Secondo l’accusa «gli indagati in concorso fra loro – come si leggeva nel provvedimento – con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, esercitavano la caccia all'interno del Parco Nazionale del Pollino, introducendovi armi e mezzi di cattura non autorizzati». Non più tardi del 1. luglio 2015, però, lo stesso Pm Antonino Iannotta, vagliati tutti gli atti del procedimento ed escussi, nel frattempo, tutti gli indagati, difesi di fiducia dall’avvocato Giorgio Pisani del foro di Castrovillari, ha inoltrato – con le relative motivazioni del caso – al Gip Grimaldi la richiesta d’archiviazione del provvedimento a carico degli indagati. Lo scorso 13 febbraio, il Gip Grimaldi ha firmato il decreto d’archiviazione, osservando che «gli elementi acquisiti, integrati dagli esiti degli interrogatori e delle indagini conseguenti, non appaiono idonei a sostenere l'accusa in giudizio. In particolare, le coordinate del luogo in cui è stata collocata l'apparecchiatura per le riprese audiovisive che ha consentito alla Pg di riprendere ed identificare gli indagati intenti alla caccia individuano esattamente un punto che va a collocarsi sulla linea delimitante il confine dell'area protetta del Pollino e, quindi, non è possibile affermare con certezza se gli stessi abbiano esercitato la caccia all'interno della zona loro assegnata dall’Atc di Castrovillari e se abbiano effettivamente sconfinato nell'area del Pollino». Visti, pertanto gli articoli del Codice di procedura penale, il Gip ha disposto l’archiviazione e la restituzione degli atti al Pm, ordinando altresì il dissequestro e la restituzione agli aventi diritto di quanto in sequestro giudiziale.

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