Ferramonti, la Fondazione polemizza con il sindaco Ameruso In evidenza

Ferramonti, la Fondazione polemizza con il sindaco Ameruso

TARSIA - (Comunicato stampa) Grande soddisfazione è stata espressa dai soci della Fondazione “Museo Internazionale della Memoria Ferramonti di Tarsia” per il bilancio positivo, in occasione delle celebrazioni della Giornata della memoria, raggiunto attraverso la fitta programmazione di quest'anno, apertasi il 25 gennaio 2016 (con l'iniziativa promossa in collaborazione con l'istituto comprensivo di Sibari) e conclusasi il 31 gennaio (a Ferramonti).

Come da tradizione, quasi ventennale, la Fondazione, anche quest'anno, ha offerto un grande contributo storico-scientifico alla ricorrenza del 27 gennaio, proponendo nelle varie iniziative organizzate la rilevante testimonianza diretta di Edith Fischhof Gilboa che ha presentato, con l'occasione, il suo ultimo libro autobiografico “i colori dell'arcobaleno sul mare”, pubblicato in italiano dalla Fondazione stessa ove viene rappresentato uno spaccato reale della storia e dei personaggi di quei tempi.
Il successo delle iniziative è stato quello di coinvolgere in particolare le scuole di ogni ordine e grado del cosentino (Alto ionio; Cosenza, serre cosentine, Sila ed il crotonese), incontrando circa tremila studenti, i quali hanno partecipato attivamente al dibattito, rendendo gli incontri interessanti, emozionanti e coinvolgenti, anche in ragione dei racconti vissuti in prima persona dall'autrice, la quale è stata internata al campo di Ferramonti all'età di 14 anni insieme alla propria famiglia.
Francamente non si comprende il significato delle parole del Sindaco del Comune di Tarsia, rilasciate di recente a Diritto di cronaca (01.02.2016), che lasciano amareggiati e basiti.
E' fuori discussione che Ferramonti e la sua storia sono patrimonio di tutti. A nessuno è consentito accampare diritti esclusivi o di primogenitura. La storia di Ferramonti è stata scritta sulla base delle testimonianze, nonché di fonti dirette (e non) che hanno permesso far emergere una pagina di storia vera caduta nell'oblio. Tutto ciò è stato possibile grazie al contributo fattivo, senza fini di lucro, o altri fini se non quello della verità, da parte di storici, intellettuali, enti, associazioni. Essi lavorando sinergicamente, con grandi sacrifici e sforzi, sono stati in grado di ottenere un grande risultato che permette oggi di far conoscere Ferramonti nel mondo.
Il sindaco omette capziosamente che tutto ciò che è stato realizzato, nonché il patrimonio acquisito in questi decenni, che il medesimo, peraltro, inconsapevolmente utilizza, non è altro che il frutto di un continuo e costante lavoro, svolto dalla Fondazione con il supporto dell'ente comunale, anni di attività propositiva e responsabile. Non a caso nel 2014 il numero dei visitatori del Museo di Ferramonti hanno raggiunto 20.000 presenze (certificate).
In questi 2 anni di gestione Comunale del Museo, abbiamo visto solo passerelle e sentiti slogans roboanti per iniziative che nulla hanno a che vedere con la vera storia dell’ex Campo di concentramento e con un numero di visitatori sempre più in calo.
ALTRO CHE MARKETING DEL TURISMO…. !!!
Dovrà farsene una ragione il giovane Sindaco, atteso che la fondazione non ha alcun colore politico, essendo costituita da uomini liberi, senza tessere di partito, disinteressati a salire sul carro del vincitore, né tanto meno disposti alle strumentalizzazioni.
L'unico scopo è quello di preservare la memoria di Ferramonti. Tramandare, soprattutto alle giovani generazioni, la memoria di eventi e persone che hanno segnato lo sviluppo democratico della nostra Patria.
Ferramonti non è stata un parco-giochi, ma un luogo di patimento e sofferenza per migliaia di persone.

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