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In fiamme la cappella della famiglia Attanasio a San Lorenzo In evidenza

L'ingresso del cimitero di San Lorenzo L'ingresso del cimitero di San Lorenzo

SAN LORENZO DEL VALLO – Ancora violenza nella cittadina di San Lorenzo del Vallo. Nella notte, a quanto pare, ignoti si sono introdotti nel cimitero e, secondo le prime ricostruzioni fatte dai Carabinieri della Stazione di Spezzano Albanese, guidati dal Maresciallo Sergio De Cristofaro, muniti di liquido infiammabile (presumibilmente benzina) avrebbero dato alle fiamme la cappella di famiglia di Franco Attanasio. Quest'ultimo è rimbalzato agli onori della cronaca per aver confessato in Questura a Cosenza l'omicidio di Damiano Galizia, un giovane di San Lorenzo misteriosamente scomparso lo scorso 26 aprile. Una vicenda dai contorni sempre più oscuri che gli inquirenti stanno cercando di comprendere andando oltre il racconto che Attanasio ha rilasciato la notte del 1 maggio alla Polizia.

Scossa l'intera comunità sanlorenzana che da ieri mattina, quando la notizia della morte del giovane Galizia si è diffusa in tutto l'hinterland, non parla d'altro, restando incredula a quanto accaduto. Sì perché ad aver premuto qual maledetto grilletto è stato un giovane della comunità sanlorenzana che nella vita non aveva mai dato segni di violenza. Nel passato, infatti, Attanasio si era avvicinato al mondo della politica candidandosi persino alla Regione nelle liste di Callipo. Attualmente titolare di una società di comunicazione, Attanasio sembrerebbe essere stato molto legato a Galizia, tanto che i due, sempre secondo quanto emerge nelle ultime ore, erano soliti frequentarsi a Cosenza. Sta di fatto che Galizia quel tragico 26 aprile nel pomeriggio ha deciso di andare a Cosenza dove, secondo i racconti di Attanasio, avrebbe dovuto incontrare il suo amico presso l'uscita autostradale di Cosenza Nord. I due avrebbero dovuto parlare, sempre stando al racconto di Attanasio, di “alcuni affari personali” tra cui l'acquisto di un'autovettura e di un debito che Attanasio aveva nei confronti di Galizia di circa 17mila euro, contratto lo scorso mese di gennaio. Per questo debito Attanasio dice di essersi sentito esasperato dalle continue richieste di Galizia, cosa che nei mesi scorsi avrebbe ingenerato diverse discussioni fra i due. Sta di fatto che i due, a bordo dell'auto del creditore, decidono di affrontare la questione nella villetta, in uso del debitore, sita in contrada Dattoli nei pressi della zona universitaria.
Qui la discussione avrebbe preso una piega violenta tanto che Galizia avrebbe sferrato uno schiaffo all'amico prima di raggiungere il pianerottolo. Ed è qui che Attanasio, probabilmente accecato dalla rabbia, ha estratto la sua Beretta calibro 9 sparando più colpi e colpendo Galizia da breve distanza, che cade al suolo senza vita. Resosi conto dell'accaduto ed in preda al panico il killer fugge lasciando la sua vittima esanime. Nel suo racconto ai poliziotti della Squadra Mobile, guidata dal vicequestore Giuseppe Zanfini, Attanasio racconta di essere tornato l'indomani sul luogo del delitto e di aver avvolto il corpo di Galizia in un tappeto, sigillandolo con dei sacchetti di plastica. Nei giorni successivi, dopo che i familiari di Galizia hanno sporto regolare denuncia di scomparsa, sembra che Attanasio sia stato contattato dalla famiglia per avere informazioni ma pare che lo stesso abbia sempre negato di averne. Ci sono voluti ben 5 giorni per ritrovare il cadavere del giovane sanlorenzano che, da indiscrezioni, sarebbe divenuto padre proprio ieri mattina e che invece giace nell'obitorio cosentino dove attende di essere sottoposto all'esame autoptico che, probabilmente, potrebbe esserci nella giornata di domani.
La polizia, intanto, ieri ha rinvenuto nella villetta l'arma con cui sarebbe stato freddato Galizia, che a quanto pare era legalmente detenuta da Attanasio.
Stamattina nella piccola comunità di San Lorenzo del Vallo un nuovo fatto di cronaca che mette in ansia tutta la popolazione. Come detto, l'incendio della cappella della famiglia Attanasio, dov'è seppellito il fratello del reo confesso omicida (deceduto nei primi anni '80 a causa di un incidente stradale), ha portato ulteriore sconforto nella cittadinanza. A dare l'allarme questa mattina intorno alle 7 è stato il custode che, arrivato come ogni mattina, si è trovato davanti ad una scena di devastazione. Secondo le prime ricostruzioni, infatti, sarebbe stato introdotto liquido infiammabile nella cappella che è per lo più fatta di vetrate. Una volta appiccate le fiamme, il forte calore avrebbe mandato in frantumi tutti i vetri creando non pochi danni. Nessuno si sarebbe accorto di nulla, considerato che il cimitero si trova in una zona isolata del paese. Ora sono le forze dell'ordine ad indagare su quanto accaduto.

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