La corona del Rosario quale antidoto al Coronavirus

Una concelebrazione di monsignor Bonanno Una concelebrazione di monsignor Bonanno

SAN MARCO ARGENTANO - «La corona del Rosario quale antidoto al Coronavirus. Lo afferma – in una nota il Vescovo di San Marco – Scalea, monsignor Leonardo Bonanno. «In questa particolare Quaresima rimaniamo uniti nella preghiera – prosegue – specie nelle opere della penitenza e della carità, spiritualmente vicini alla sofferenza di tanti nostri fratelli con le iniziative messe in campo da sacerdoti, religiose e religiosi coadiuvati dai diaconi, seminaristi (che hanno dovuto interrompere il loro iter formativo nei seminari) e dai fedeli laici impegnati nelle comunità ecclesiali della diocesi. 

Il Presule raccomanda per domani - giovedì 19 marzo, solennità di San Giuseppe, sposo di Maria - «di voler accogliere l'invito che ci giunge dai Vescovi italiani: la recita del santo Rosario in ogni famiglia e in contemporanea alle ore 21». Il Vescovo sarà idealmente con tutti i fedeli in comunione pregando nella cappella del nostro Seminario diocesano insieme con la piccola Comunità delle suore; il vicario generale monsignor Ciro Favaro, nel Santuario Basilica della Madonna del Pettoruto in San Sosti, quale Rettore, insieme con le suore del catechismo della comunità, così come tutte le altre comunità religiose presenti in Diocesi. «Se possibile - prosegue il Presule - esporremo dalle finestre delle nostre case un piccolo drappo bianco e/o un cero acceso. Al termine della preghiera Mariana si potrà leggere l'invocazione a San Giuseppe composta da Papa Leone XIII che riportiamo qui di seguito: A te, o beato Giuseppe, stretti dalla tribolazione ricorriamo, e fiduciosi invochiamo il tuo patrocinio, dopo quello della tua santissima Sposa. Deh! per quel sacro vincolo di carità che ti strinse all'Immacolata Vergine Madre di Dio, e per l'amore paterno che portasti al fanciullo Gesù, guarda, te ne preghiamo, con occhio benigno la cara eredità che Gesù Cristo acquistò col Suo sangue, e col tuo potere ed aiuto sovvieni ai nostri bisogni. Proteggi, o provvido Custode della divina Famiglia, l'eletta prole di Gesù Cristo; allontana da noi, o Padre amatissimo, la peste di errori e di vizi che ammorba il mondo; assistici propizio dal cielo in questa lotta contro il potere delle tenebre, o nostro fortissimo protettore; e come un tempo salvasti dalla morte la minacciata vita del pargoletto Gesù, così ora difendi la santa Chiesa di Dio dalle ostili insidie e da ogni avversità: e stendi ognora sopra ciascuno di noi il tuo patrocinio, affinché a tuo esempio e mercé il tuo soccorso, possiamo virtuosamente vivere, piamente morire, e conseguire l'eterna beatitudine in cielo. Così sia». Nelle comunità religiose, con le medesime modalità simboliche, il suddetto momento di preghiera si potrà ripetere il 25 marzo ore 21.00, solennità dell’Annunciazione del Signore.

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