Fagnano, progetto ambientale tra Fadia e Anfor

Il Lago dei due uomini nella montagna di Fagnano Il Lago dei due uomini nella montagna di Fagnano

FAGNANO CASTELLO - Da lunedì 29 tornerà un po' di normalità di tempo e di vita. «Lo faremo nel bellissimo contesto naturale del parco botanico di Cirifusolo con la preziosa collaborazione dell’A.n.For. (Associazione nazionale forestali), sezione di Cosenza, guidata da Pasqualino Magno».

A parlare, è Silvana Chiappetta presidente della Fa.Di.A. (Famiglie Disabili Associate), organizzazione di volontariato che opera da vent’anni del Distretto socio-sanitario di San Marco Argentano per la tutela e la promozione dei diritti delle persone con disabilità. «Le attività di educazione all’aperto – si legge in una nota – saranno rivolta a far conoscere l’ambiente naturale circostante con un approccio metodologico laboratoriale capace d’alimentare lo sviluppo emotivo e relazionale delle persone con disabilità, sperimentando attivamente le proprie competenze, soprattutto in materia di cura e rispetto». Tutto questo sarà regolato da un protocollo delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del Covid-19 per la prevenzione del contagio e la tutela della salute che avrà nel Comune l’altro soggetto che metterà a disposizione uno scuolabus per il trasporto e le attività all’aperto. Il progetto prevede come «l’ambiente naturale possa essere considerato a tutti gli effetti come interlocutore educativo che, con tutte le sue opportunità, i colori e gli ampi spazi, solleciti gli ospiti ad esperienze di conoscenza, di scoperta, di gioco e di solidarietà reciproca». Oltretutto, «il rapporto fra l’ambiente naturale e le persone con disabilità è stato privilegiato negli anni attraverso esperienze di agricoltura sociale, escursioni per conoscere i nostri ambienti paesaggistici più notevoli specie della montagna di Fagnano Castello ma anche dei parchi della Sila e del Pollino». Dopo il lockdown, in altri termini «finalmente, incroceremo i nostri occhi conclude la nota - anche se a distanza di sicurezza – ascoltando le nostre voci e gioendo per lo stare nuovamente tutti insieme». Il volontariato non si ferma, dunque, non ha paura essendo capace di percorrere “strade nuove” che affermino il valore immenso e straordinario di ogni persona».

 

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