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Minoranza di Montegiordanoboccia il rendiconto e abbandona l'aula

Minoranza di Montegiordanoboccia il rendiconto e abbandona l'aula

MONTEGIORDANO - I consiglieri di opposizione del gruppo “Nuovo Cammino”, Rocco Introcaso e Giovanni Salerno  dopo aver espresso il voto contrario al Rendiconto 2015, hanno  abbandonano l’aula consiliare. I due consiglieri ne hanno spiegato le motivazioni sostenendo che “una nutrita documentazione dimostra, inequivocabilmente,  la mancata veridicità del documento contabile in quanto l’Ente ha omesso di inserire, tra i residui passivi, numerosi impegni di spesa regolarmente assunti o che avrebbero dovuto assumere nell’anno 2015 e anni precedenti, rendendo così non veritiero l’avanzo di amministrazione”. Per la cronaca, la maggioranza all’unanimità ha votato a favore del documento contabile.

Critici, i due consiglieri, con il sindaco ed i due assessori per avere annunciato la rinuncia all’indennità di carica, da devolvere ai bisognosi, ma la incasserebbero regolarmente.  Introcaso e Salerno invocano il rispetto delle regole anche se “chi cerca di far rispettare la legge deve preoccuparsi, perché la stessa legge potrebbe anche punire chi la rispetta”. Il riferimento dell’opposizione è al comune di Montegiordano “che vive un periodo di libertà amministrativa senza regole, per cui è difficile convivere in maniera civile”. Le pesanti accuse di Introcaso e Salerno riferiscono che “tranquillamente, si falsificano i bilanci attraverso costanti irregolarità contabili inequivocabilmente documentate”. “Un periodo – si legge nella nota dell’opposizione -, dove è concessa la tutela e la grazia ad alcuni cittadini che non pagano le tasse, in quanto a Montegiordano, per ben 4 anni consecutivi e a cavallo fra due legislature 2009 e 2014, non sono stati trasmessi, al concessionario per la riscossione coattiva dei tributi, ben otto ruoli fra acqua e spazzatura facendo così cadere tutto in prescrizione”.  Secondo i consiglieri di “Nuovo Cammino”, “insieme ai  bilanci costantemente non veritieri, è riscontrabile anche un  danno erariale che ha contribuito a indebolire la già precaria situazione economica del nostro Paese, che lo porta quindi a rinunciare al miglioramento di alcuni servizi essenziali che avrebbero potuto trovare una soluzione se questi soldi fossero entrati nelle casse comunali”. Quantificano in alcune centinaia di migliaia di euro il danno prodotto “documentato dal Responsabile dell’Ufficio Finanziario che attesta, per iscritto, di non aver  trasmesso i ruoli al Concessionario per la riscossione coattiva”. Fanno riferimento ad un “silenzio istituzionale “che nuoce chi si espone in prima persona e soprattutto nuoce al senso civico  della intera popolazione che ne subisce i danni”.

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