Continua a Saracena la bagarre politica fra Leonetti (PD) e il sindaco Guagliardi In evidenza

Continua a Saracena la bagarre politica fra Leonetti (PD) e il sindaco Guagliardi

SARACENA - «Egregio sindaco, voglio ringraziarla per la stima che ha mostrato nei miei confronti e per l’attenzione che mi ha riservato con la Sua risposta. Un’attenzione che purtroppo non abbiamo riscontrato in merito alle questioni esposte dalla nostra sezione nel manifesto pubblico di qualche settimana fa. Avremmo gradito da parte Sua una risposta altrettanto puntuale e veloce sul problema relativo alla TARI, all’immobile “ex Posta” di piazza XX Settembre, ai “vigili urbani”. Ma siamo ancora fiduciosi e sicuri che nei prossimi giorni troverà il tempo per affrontare, per i cittadini prima che per noi, anche queste cose».

Così prosegue il botta e risposta fra la dirigente del PD di Saracena, Rosita Leonetti, e il primo cittadino Mario Albino Guagliardi il quale nei giorni scorsi aveva risposto a Leonetti sulle questioni che inerenti la comunità. «Ci terrei, però, a precisare -continua- alcune questioni in merito alla risposta che Lei mi ha dato. Io sono orgogliosa del mio paese. Secondo lei, se non fosse cosi, mi interesserebbero così tanto le sue sorti? Sono sempre stata orgogliosa del mio paese nonostante, lo ripeto, stia attraversando una forte crisi. Crisi che sicuramente rintracciamo anche in altre realtà, ma questa non può essere una giustificazione. Conosco molti amministratori che nonostante la 'crisi' lottano ogni giorno per frenare questo fenomeno, per esempio ne cito solo alcuni a noi vicini: Mormanno, San Basile o il caso del Sindaco di Riace. Vede, io credo che si possa affrontare la cosiddetta 'crisi' attuando idee nuove attraverso l'implementazione di progetti alternativi che hanno come scopo ultimo il miglioramento della qualità di vita dei nostri cittadini.
La ringrazio anche per aver portato Saracena sulle testate giornalistiche nazionali per due servizi eccellenti che il nostro comune eroga ormai da anni: il Servizio Idrico e il Ciclo dei Rifiuti. Non sto mettendo in dubbio il suo lavoro che abbiamo sempre apprezzato e incoraggiato in questi due settori. Ma credo non sia abbastanza.
Le faccio una domanda, mi spoglio un attimo delle vesti di dirigente politico e glielo chiedo da semplice cittadina quale sono: lei è contento della situazione in cui versa Saracena? Parlo della Saracena reale, non della Saracena che spesso descrive nei suoi comunicati stampa. Lei davvero è contento di ciò che vede quando i riflettori (e anche alcuni lampioni) sono spenti? Io penso di no.
Forse il contenuto della mia nota dei giorni scorsi non è stato molto chiaro: io, in qualità di militante di un partito prima che dirigente, ho voluto sottolineate la nostra partecipazione attiva per il Bene Comune. Lo ripeto ancora una volta: vogliamo prenderci la responsabilità di poter cambiare e rinnovare Saracena secondo il nostro punto di vista, secondo le nostre capacità. Se non è impegno questo credo si debba riconsiderare il concetto stesso di impegno. Ci tengo, inoltre, a ribadire un messaggio che deve essere quanto più chiaro possibile: a noi del passato interessa poco, non possiamo permetterci di impiegare ancora una volta il nostro tempo e le nostre forze nell' individuare i responsabili del fallimento politico-amministrativo saracenaro. E questo non perché vogliamo mettere tutti coloro che hanno amministrato in passato nello stesso calderone, sia chiaro, ma solo perché vogliamo vivere il presente e cercare di costruire con le nostri mani un futuro migliore per la nostra comunità. Tutto qui.
Vorrei concludere questo mio scritto con una riflessione: la foto che è stata riportata dai giornali raffigurante la piazza centrale completamente deserta è stata scattata da un cittadino che da anni investe tempo e denaro a Saracena, è uno dei famosi commercianti che tra mille difficoltà ancora resiste.  Invece di schernirlo, caro Sindaco, sarebbe meglio ascoltarlo e supportarlo. Lui e tutti gli altri operatori del settore. Quella foto, e ce ne sono tante sui social scattate in ogni ora della giornata e in periodi diversi, non è altro che un grido di dolore di suoi concittadini che vorrebbero solo essere messi nelle condizioni di poter fare il proprio lavoro e di vivere bene il proprio paese. Nella sua lettera mi lascia con una frase di una famoso presidente americano, io Le  rispondo con una frase di un altro importante americano: I have a dream! E nessuno, per fortuna, può impedirmi di sognare. La ringrazio per la sua attenzione».

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