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Fagnano, opposizione all’archiviazione della vicenda Cesta In evidenza

Il luogo dell'incidente in cui ha perso la vita Manuel Cesta Il luogo dell'incidente in cui ha perso la vita Manuel Cesta

FAGNANO CASTELLO - «La vicenda della tragica morte di Manuel Cesta, 25 anni, giovane centauro scomparso il 12 agosto 2019 non può essere archiviata con tanta leggerezza». È di questo avviso l’avvocato Giulio Tarsitano, che su richiesta di Gerardo, nonno del ragazzo, ha inoltrato “opposizione” all’archiviazione diretta al Gip del Tribunale di Paola.

«Troppi lati oscuri» scrive Tarsitano, «tante le cose da chiarire, molteplici le anomalie» che sono contenute nella corposa istanza di ben sei pagine. Manuel Cesta, per la cronaca, perì sulla Statale 283 delle Terme dopo un tragico incidente stradale. Ma attese per oltre un’ora i soccorsi che arrivarono in ritardo. Era cosciente all’inizio, ma poi con il passare inesorabile del tempo giunse cadavere in ospedale. È proprio per far luce su questi aspetti che il legale della famiglia Cesta ha chiesto al Gip di «non accogliere la richiesta d’archiviazione in ordine agli aspetti penali dei soccorsi e ordinare al Pm ulteriori indagini. Intanto «vanno sentiti i testimoni che possono riferire sull’accaduto», tra i quali anche un agente di Polizia municipale di Acquappesa e poi va «acquisito il supporto informatico con le immagini della videocamera posta sul casco del povero Manuel, tornata nella disponibilità del nonno Gerardo dopo che la stessa sparì inspiegabilmente per alcuni giorni e perciò sottoposta a nuova perizia». Quella telecamera – scrive Tarsitano – «in uso alla vittima, sparita dal 12 agosto al 4 settembre, arbitrariamente trattenuta dall'autista dell'ambulanza che aveva prestato soccorso». Ulteriore e strana “anomalia” quella relativa ai soccorsi poiché «l'atterraggio dell'elisoccorso non avvenne nei pressi dell'incidente, ma a circa quindici chilometri, vicino l'anfiteatro di Acquappesa, quando avrebbe potuto e dovuto, atterrare in una delle tante piazzole della 283, soprattutto in un piazzale, già sede di impianto di carburante, nei pressi di un ristorante gestito da uno dei testimoni dell’immane tragedia». È il nonno Gerardo Cesta che – a proposito – conclude «Non mi fermerò fino a quando non emergerà la verità! Troppi i lati oscuri attorno a questa vicenda: la telecamera sul casco di Manuel, prima “sparita” e poi ritrovata; la successiva perizia; l’interminabile attesa prima che arrivassero i soccorsi; la mancata autopsia e tanti altri aspetti su quali è necessario che emerga la verità».

 

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