Furti fra Bisignano e Torano, sale la preoccupazione dei cittadini In evidenza

Furti fra Bisignano e Torano, sale la preoccupazione dei cittadini

TORANO - C’è preoccupazione per i continui furti che si stanno registrando nelle ultime settimane nell’area valliva di Torano e Bisignano. Ad essere presi di mira dai ladri imprese ed attività commerciali. Frequenti, infatti, sono le “visite” notturne da parte di ignoti malviventi che si impossessano di tutto ciò che trovano. E’ stato rubato un camion con oltre settanta bombole di gpl ed un furgone di proprietà di un’attività commerciale, mentre a vuoto è andato il tentativo di furto perpetrato all’interno di un cantiere. Nonostante l’intensificazione dei controlli sul territorio da parte delle forze dell’ordine, l’ultimo episodio, l’altro ieri notte, si è verificato nell’area industriale bisignanese confinante con quella di Torano, nei pressi dello svincolo dell’A3 Sa-Rc. A farne le spese un mangimificio.

Tanta amarezza nelle parole che l’amministratore Massimo Mazza, in qualità di imprenditore e cittadino, affida ad una nota per denunciare quanto sta accadendo nella zona. “Furti continui di cavi elettrici, merci e mezzi, non ultimo nella nostra azienda di un camion motrice e rimorchio adibito per il trasporto dei mangimi alla rinfusa, di merce nel deposito e strumenti informatici, - scrive l’imprenditore - rendono oramai il contesto in cui operiamo assolutamente pericoloso e lesivo non solo della pubblica incolumità, ma gravemente limitativo dei diritti primari che la stessa costituzione riconosce e sancisce all'art 41”. Per Massimo Mazza “una così grave limitazione dei primari diritti e comunque della sicurezza dei cittadini imporrebbe certamente una maggiore attenzione da parte degli organi a ciò preposti. Non mi pare certamente inopportuno notiziare di ciò - puntualizza ancora l’imprenditore - al fine di porre la dovuta attenzione su un fenomeno così pericoloso e lesivo. Solo oggi, il danno che la mia azienda ha subìto è calcolabile in circa 60mila euro, danno ,non coperto da assicurazioni, vieppiù evidente laddove si considerino i disservizi creati dalla particolarità delle attrezzature trafugate vitali per la prosecuzione dell’attività”. Quindi , l’accorato appello di Massimo Mazza alle istituzioni con la certezza che la sua denuncia “non rimanga lettera morta, ma anzi costituisca il presupposto per una più attenta valutazione del pericolo che la zona sta vivendo”.

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