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Il no alla violenza sulle donne di Margherita Corriere

Margherita Corriere Margherita Corriere

Il 25 novembre ricorre “La giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne”, istituita da qualche anno per sensibilizzare la popolazione su un tema molto delicato che riguarda l’intero pianeta. Le parole “violenza” e “femminicidio” che sono entrate a far parte del nostro quotidiano con prepotenza, parlano chiaro: questo fenomeno non conosce geografia, professione ed età. Ecco perché diverse associazioni in Italia e nel mondo si muovono per far fronte a questo cancro della società che, ogni anno, come la cronaca ci racconta, miete sempre più vittime. Che sia violenza di tipo fisico o psicologico, a casa, per strada o sul posto di lavoro, nessuna donna deve sentirsi sola e deve avere la forza di denunciare questi soprusi che non devono rimanere impuniti. Ma i dati sono allarmanti, molte donne non denunciano le violenze subite.

Quest’anno più che mai questa giornata dedicata alla violenza contro le donne merita più attenzione, perché la pandemia da Covid ha alterato la condizione delle donne rendendola più debole. Solo durante il loockdown di marzo sono triplicati i casi di femminicidio a causa della convivenza forzata con il proprio partner.
In occasione di questa giornata, anche l’avvocato Margherita Corriere, presidente della Sezione Distrettuale di Catanzaro-Cosenza dell’associazione Avvocati Matrimonialisti Italiani, lancia un messaggio: «È una giornata importante per sensibilizzare la società contro questo terribile fenomeno che si può manifestare sia con atti di violenza fisica che con violenza psicologica, molto pericolosa perché distrugge interiormente una donna, facendola diventare succube dei soprusi e delle denigrazioni di un maschio. L’aspetto più spaventoso è che gli autori della violenza, nel 93% dei casi, non sono degli estranei o delle persone incontrate casualmente, bensì i propri mariti, fidanzati, ex compagni, padri, fratelli, figli. Insomma, quelle persone da cui ci si aspetterebbe solidarietà, complicità, affetto, non violenza. I dati, a tutt’oggi, sono ancora molto preoccupanti: ogni 15 minuti una donna è vittima di violenza di genere.
Il messaggio che abbiamo lanciato e che ci sentiamo in dovere di riproporre alle donne - continua Margherita Corriere - è di non abbassare mai la guardia e di avere ancora di più il coraggio di denunciare, perché nessuna condotta violenta può essere scusata o tollerata. L’amore e l’affetto tra una donna e un uomo si manifestano con atti di solidarietà, complicità, stima, fiducia, giammai con un gesto violento, che seppur valutato quale banale, può essere il principio motore di una violenza crescente che può condurre sino alla morte di una donna. In questo periodo molto delicato e difficile per la pandemia in atto, come presidente della Sezione distrettuale di Catanzaro-Cosenza dell’AMI, a tutela dei diritti delle persone e soprattutto delle fasce più deboli, posso affermare che stiamo supportando diverse donne che si sono rivolte alla nostra associazione per essere tutelate contro la violenza di genere. Spesso sono giovani donne che sono riuscite egregiamente ad anteporre a tutto la loro dignità e la tutela della propria integrità psicofisica e, soprattutto, quella dei loro figli, nella consapevolezza di volere offrire a loro un futuro migliore, in cui non c’è posto per la parola violenza, ma per tante altre parole importanti per un’adeguata loro armoniosa crescita, tra le quali: parità di genere, rispetto e solidarietà. In questa giornata un ringraziamento va a tutte le Forze dell’Ordine che in maniera efficiente e molto professionale sono validissimo supporto alle donne vittima di violenza di genere”.
Nessun uomo può ledere la dignità della donna né fisicamente né verbalmente e nessun tipo di violenza su quest’ultima deve passare impunito, che sia a casa, per strada o sul posto di lavoro. Abbiate il coraggio di denunciare.

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