La cultura archeologica e le nuove generazioni a San Sosti

La cultura archeologica e le nuove generazioni a San Sosti

SAN SOSTI - Il turismo archeologico, estrinsecato soprattutto come cultura del passato, deve obbligatoriamente costruire un futuro migliore. È questa la prerogativa emersa durante il recente meeting al quale ha partecipato, in una delle sue prime uscite ufficiali, il neo sottosegretario ai Beni culturali Dorina Bianchi. L’occasione è giunta nell’ambito del convegno “Conosci il passato… costruisci il futuro”, tramite la presentazione dell’ultimo volume della serie “Tesori del Parco del Pollino” dedicato ai “Lucani, origini di un popolo”, a cura di Angelo Martucci, Giovanni Martucci e Luca Ricca.

Diversi i rappresentanti istituzionali presenti, tra cui la deputata del Pd, Enza Bruno Bossio, il presidente del Parco del Pollino, Mimmo Pappaterra, l’intera giunta comunale, addetti ai lavori come l’architetto Massimo Chiodo, che si occupa anche d’archeologia, e la dirigente scolastica del Liceo “F. Balsano” di Roggiano, Anna Filice, con alcune classi al seguito. Proprio la presenza dei ragazzi ha inorgoglito la Bianchi affinché «possa esserci il giusto stimolo ad incentivare i loro percorsi di studi che, porti, tramite la formazione, ad un approdo lavorativo». “Opportunità”, quindi, da cogliere come ha aggiunto la Bruno Bossio partendo dal fatto che «oggi in Calabria ci sono quattro direttrici: innovazione, comunicazione, turismo ed agricoltura che potranno portare un notevole miglioramento». Quella “T” aggiunta al Mibac, che ha annesso anche il “turismo”, secondo il presidente Pappaterra «darà nuovo impulso anche ad un’area come quella del Pollino, soprattutto per il turismo sostenibile». Un appello «affinché le istituzioni politiche promuovano la giunta attenzione verso i giovani, eludendo le negatività odierne» è stato lanciato, ai presenti, dalla dirigente scolastica Filice. L’architetto Chiodo, ha espresso «l’importanza di ragionare i termini comprensoriali per tutti i siti archeologici della Valle dell’Esaro». Un appello, infine, è stato lanciato dagli amministratori locali per «far rientrare in Italia, pur per un breve periodo, la famosa ascia votiva di Kyniskos in mostra al British Museum di Londra».

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