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L’addio commosso a Pino Franco Cosenza, il 65enne di Luzzi vittima sul lavoro

L’addio commosso a Pino Franco Cosenza, il 65enne di Luzzi vittima sul lavoro

LUZZI – Una domenica davvero triste ieri a Luzzi. In tanti,  a mezzogiorno, hanno dato l’ultimo saluto a Pino Franco Cosenza. Nel pieno rispetto delle norme anti-Covid 19 (mascherina e distanziamento, con l’accesso in chiesa consentito a sole 120 persone) si sono svolti i funerali dell’operaio luzzese sessantacinquenne, morto folgorato da una scarica elettrica mentre lavorava in un cantiere privato a Fiumefreddo Bruzio.

Il rito funebre si è tenuto nella chiesa dei Sacri Cuori di località Gidora, dove il feretro è arrivato dopo una breve sosta nella propria abitazione di contrada Taverna. Nella mattinata, infatti, la salma di “Mastru Franco”, così era da sempre affettuosamente chiamato da tutti, aveva lasciato l’obitorio dell’Annunziata di Cosenza. La comunità luzzese ieri si è, dunque, stretta in un abbraccio ideale agli straziati familiari. Franco Cosenza lascia la compagna Maria e i tre figli, Umile, Letizia e Ida. Un persona umile ed operosa, dedita alla famiglia, sempre con il sorriso sul volto. Centinaia i messaggi sui social per l’amico di tutti, amante della buona compagnia e grande appassionato di caccia. Ma soprattutto un lavoratore instancabile che lascia un vuoto incolmabile in tutti coloro che l’hanno conosciuto.  Nell’omelia il neo parroco don Andrea Lirangi ha posto l’accento sugli incidenti sul lavoro e sulle tante “morti bianche” che ormai rappresentano una vera e propria piaga a livello nazionale ed ha esortato i familiari di Pino Franco Cosenza (già colpiti in passato da un grave lutto) a mantenere salda la fede in Gesù Cristo ed a trovare conforto nella parola di Dio che è fonte di cristiana rassegnazione. Tra i presenti alle esequie anche il sindaco Umberto Federico. Al termine della celebrazione esequiale il feretro ha proseguito il suo ultimo viaggio verso il cimitero dove è stato tumulato a quasi una settimana del tragico accadimento avvenuto nella zona marina di Fiumefreddo Bruzio e per il quale la Procura della Repubblica di Paola ha indagato, a vario titolo, sei persone per i reati di omicidio colposo e lesioni personali colpose.

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